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mardi 26 mars 2019

Passeggiata per la città di Perpignan con il gruppo 6

Passeggiata per la città di Perpignan con il gruppo 6 alla scoperta dei palazzi più caratteristici dell'Art Nouveau e l'Art Deco. 

Gli studenti hanno spiegato accoratamente, come delle vere guide turistiche, tutti i particolari di molti edifici di rilievo di Perpignan, con un'attenzione particolare alla loro storia e agli artisti che li hanno progettati e costruiti. 











Dall'Hotel Villar di Henri Sicart e l'Hotel Foxonet in Rue Jeanne d'Arc fino alla cattedrale con il camposanto, 









la passeggiata è terminata davanti alla Maison Rouge, casa studio del pittore catalano Bausil e disegnata dall'architetto Raoul Castan. 



Una passeggiata stupenda e molto interessante alla scoperta dell'arte di Perpignan, il tutto accompagnato da un tempo meraviglioso.

jeudi 28 février 2019

Conférence "Le Caravage à Rome" par Madame Nelly Finet


L'Association Dante Alighieri
Propose le vendredi 12 avril 2019 à 16 h
Salle des Libertés
3, Rue Bartissol
Perpignan

Une conférence de 
Madame Nelly Finet 
Docteur en Histoire de l'Art de l'Université de Paris

Le Caravage à Rome
De son installation en 1592 jusqu'à sa fuite en 1606
hors de la ville éternelle qu'il ne devait jamais revoir

Madame Finet est notamment l'auteure de "L'Evolution du retable Siennois de 1215 à 1348" et de la première biographie du peintre Néo-Zélandais Douglas MacDiarmid, grand coloriste et parisien d'adoption



Entrée libre

vendredi 25 janvier 2019

Quelques artistes italiens que Laura vous recommande


Consigli musicali Di Laura

Un po’ di musica indie italiana…dal Duemila in poi!




Tre allegri ragazzi morti






Fra Quintale


Brunori Sas 
Eugenio in via di gioia
I Cani 
Iosonouncane
Frah Quintale 
Baustelle
Willie Peyote 
Tre allegri ragazzi morti
Giorgio Poi 
Le luci della centrale elettrica
Gazzelle 
Colapesce
Cosmo 
Dente
Calcutta 
Levante
CIMINI 
Lo stato sociale
Ex-Otago 
Carl Brave
Motta
Canova 
Modena City Ramblers
The Giornalisti
Franco 126
Coez



mercredi 23 janvier 2019

L'Indie italiano

Voici une contribution de notre stagiaire Laura

Musica, cos'è e come è nato l'indie italiano

Negli ultimi anni si sente molto parlare di musica indie, che ha trovato spazio anche nel nostro Paese. Ecco cos'è e com'è nato l'indie italiano.

La nuova scena musicale italiana è formata soprattutto da rapper e cantautori indie. Tralasciando i primi, cerchiamo di scoprire cos’è la musica indie e come è nato l’indie italiano.
Contrariamente a quello che si crede, la parola “indie” non identifica un genere, ma comprende tutti quei cantanti che non sono associati a grosse case discografiche, le cosiddette “major”, e – evento quasi raro al giorno d’oggi – non sono stati lanciati da un talent show televisivo.
In Italia, tuttavia, il termine è spesso associato proprio a un vero e proprio genere musicale, anche se sempre legato alla produzione indipendente.
L’indie italiano nasce intorno ai primi anni Duemila, con artisti come Tre allegri ragazzi morti e i Baustelle, che con il loro “Sussidiario illustrato della giovinezza” sembrano prendere il posto degli Afterhours di Manuel Agnelli e i Marlene Kuntz, che negli anni Novanta erano le band di rock alternativo di maggior successo.
Arrivano poi gli Offlaga Disco Pax nel 2005 e nel 2007 fa la comparsa il progetto del cantautore Vasco Brondi, Le luci della centrale elettricaNello stesso anno nasce la 42 Records, etichetta indipendente che intuisce il bisogno di una voce fuori dal coro nel panorama musicale italiano.
Nel 2010 un ventiquattrenne romano, Niccolò Contessa, nascosto dietro lo pseudonimo I Cani, comincia a far girare dei video su YouTube che, nel giro di pochi mesi e grazie all’avvento di Facebook, diventano presto virali. Con il successo di “Il sorprendente album d’esordio de I Cani”, Contessa viene messo subito sotto contratto dalla 42 Records, etichetta con la quale rimane tuttora sotto contratto, in attesa che esca il nuovo album che sta lasciando con il fiato sospeso tutti i fan.
Il 2015 è invece l’anno di Calcutta, nome d’arte del cantautore di Latina Edoardo D’Erme, che con il singolo “Che cosa mi manchi a fare”, contenuto nell’album “Mainstream”, diventa uno degli artisti più amati dai giovani per il suo approccio scanzonato e senza filtri alla musica italiana.
Il resto è storia recente, la scena indie italiana può contare su un numero di cantautori molto apprezzati e con un seguito che a volte fuoriesce dalla cosiddetta “nicchia”.
Parliamo di Brunori Sas, Cosmo, MottaLodo Guenzi e il suo Stato Sociale, i Thegiornalisti di Tommaso Paradiso, Iosonouncane, Colapesce, gli Zen Circus, Coez, Ex-Otago, Dente, Colombre, Giorgio Poi, sono solo alcuni rappresentanti di questa scena italiana che negli ultimi anni ha occupato le line up dei festival italiani più importanti, compreso quello del Primo Maggio. Anche le donne hanno una parte considerevole: Levante, Marianne Mirage e Maria Antonietta sono le più note e amate dai fan.
Oltre a questa nutrita schiera di artisti, è importante segnalare una serie di realtà senza le quali il mondo della musica indipendente italiana non esisterebbe: si tratta dietichette spesso nate grazie alla visionaria capacità imprenditoriale di individui che però nel corso degli anni hanno lasciato e soprattutto stanno lasciando un’impronta forte nel sound e nella tradizione catautorale che nel nostro paese ha sempre avuto un ruolo determinante. Tra queste etichette, le principali, oltre a 42 Records, sono Bomba Dischi e Maciste Dischi di Roma, Garrincha di Milano, Foolica di Mantova, INRI di Torino.

lundi 21 janvier 2019

Quattro giovani cantautori che ti faranno amare la lingua italiana

Voici une contribution de notre stagiaire Laura. Elle a traité ce sujet lors du caffè italiano du 18 janvier 2019.

Quattro giovani cantautori che ti faranno amare la lingua italiana

Quattro giovani cantautori che ti faranno amare la lingua italiana


Intraprendere un viaggio all’interno della lingua e della cultura di un Paese è anche confrontarsi con la sua produzione artistica. Specie se questo paese è l’Italia. Si tratti di poesia, di arti figurative, di musica, il nostro senso dell’estetica è una specie di marchio di fabbrica: se non lo vedi, non hai capito l’Italia. O almeno così vuole il cliché.
Stereotipo o meno, il bello ci sta a cuore da sempre. Si ha bisogno di mangiare bene, di riempirsi gli occhi di bellezze artistiche, di cantare melodie che alleggeriscano il quotidiano. Se poi su queste melodie vengono scritti anche versi che rendano giustizia alla lingua italiana, allora la canzone è d’autore. Già, così viene chiamato quel tipo di canzone che nasce una volta trovato l’equilibrio perfetto tra testo e melodia, quando. Quando una persona sa far suonare, anche le parole più semplici suonano in modo diverso; chi individua nella fonetica uno strumento musicale a tutti gli effetti, è un cantautore.
Oggi nelle radio italiane dilagano i rapper, i cui testi - salvo rare eccezioni - sono ben lontani dall’essere scritti in un italiano decente e puntano buona parte del loro appeal su malavita e sessismo un tanto al chilo. Con buona pace dei cantanti pop, buoni per le famiglie che guardano Sanremo e i cui testi forse ancora rispettano la struttura della frase, ma risultano spesso già sentiti, piatti, pretenziosi. In poche parole, non “suonano”. Eppure pochi (ma buoni) temerari hanno ancora l’ardire di salvaguardare l’italiano, unendolo alle tendenze musicali più recenti. Vi propongo allora quattro nomi di artisti che ancora sanno  far  suonare  bene la lingua di Dante:

Cosmo

Versi visionari e filosofici intonati su synth e cassa compressa? Si può! E quello che fa Cosmo (al secolo Marco Jacopo Bianchi) che dalla provincia più cronica (Ivrea) prova a rilanciare ben due culture destinate a non incontrarsi mai per gli standard italici: il clubbing e la canzone d’autore. Certo, nelle sue interviste si legge che uno dei suoi intenti è quello di liberare la forma canzone dalla dittatura del testo cerebrale e poetico a tutti i costi per lasciare spazio a ritmica e frequenze basse. Ma probabilmente è proprio questa attitudine mentale di liberazione assoluta a portarlo a scrivere testi interessanti, nient’affatto conformi ma neanche troppo contorti. E il tipo di riflessioni che li accompagnano oscillano quasi sempre tra l’onirico e l’esistenziale:  
Sento le voci, sì, mi sento chiamare/Dalle mie fantasie, dal profondo del mare/Dalla TV, dalle porcherie,/Dal silenzio dei sogni inconfessabili (Le voci, L’ultima Festa 2016)”
L’altro intento è quello di riportare la cultura del clubbing, del ballo non inteso come insieme di passi e figure da imparare e mettere in pratica sulla pedana, ma del ballo inteso come sentire il proprio corpo che si muove a tempo con le frequenze basse. Il ballo dunque inteso come misura di sé, come ricongiungimento con se stessi.
Ho voglia di ballare, solo di ballare. Ho voglia di sentirmi, ritrovarmi […] ho voglia di capire a che punto questo corpo può arrivare. Fino a quando riusciremo a non dormire, a non morire. (L’amore, Cosmotronic 2018)”
Con Cosmo si ha l’occasione di esplorare un italiano organizzato in un fluire di immagini e concetti (a volte anche astratte), ma asciutto e semplice, e mai banale. Tutto questo, non potendo fare a meno di ballare!

Ex-Otago

Agrodolci. Così amano definirsi questi 4 ragazzi di Genova, che nel quartiere Marassi nel 2002 hanno dato vita al loro progetto. In effetti, saper mescolare sapientemente ironia e pessimismo, divertimento e malinconia è uno dei segni particolari dei genovesi. E nulla più dei contrasti rende interessante un prodotto artistico, come ad esempio il testo della canzone La nostra pelle:
Svegliarsi tutti i giorni, lavarsi i denti/Guardarsi allo specchio i lineamenti/E scoprire che sei proprio tu la persona che ti ha fatto ridere di più,/e scoprire che sei proprio tu la persona che ti ha fatto piangere di più./Un buon amico, lo stronzo che ti ha mentito sì, sei proprio tu/A volte vorrei lasciarmi ma non saprei cn chi altro andare/A volte mi innamoro di me e ritorno a giocare” (La nostra pelle, Marassi 2017)
 Insomma, amicizie, amori, ma anche crisi delle giovani generazioni e voglia – nonostante tutto – di provare meraviglia sempre. In positivo o in negativo, delle piccole cose come delle grandi:
Della luna e delle stelle mi stupisco sempre/Della gente che lavora per niente io mi stupisco sempre/ Della neve di Dicembre io mi stupisco sempre/ Della saggezza delle piante io mi stupisco sempre” (Gli occhi della luna, Marassi 2017)
Negli Ex Otago si trova il meglio della tradizione melodica italiana fusa con le sonorità più in voga: dal pop all’indie e al folk. In tempi in cui molti amano gridare sconcezze con intento provocatorio, (provocando in realtà solo il voltastomaco), gli Ex Otago amano sussurrare, colpendo con un attributo che ormai è rivoluzionario vista la sua rarità: la delicatezza.  

Frah Quintale

Un po’ come per gli Ex Otago, anche l’universo di Frah Quintale sembra essere relativamente piccolo: amicizie, amori, feste, provincia. Ma anche qui, il modo assolutamente originale di mettere in rima e melodia storie ordinarie lo rendono degno di ascolto. Frah Quintale, bresciano classe ‘89, viene dall’hip hop, e questo spiega la sua straordinaria padronanza della metrica. Ma un giorno dev’essersi accorto di avere anche una voce potente e intonata e una grande capacità di comporre belle melodie. Nasce quindi il Frah Quintale che è possibile ascoltare oggi nelle radio, che è sempre un misto di disillusione, romanticismo ed autoironia, veicolato da un sound energico ed esplosivo :
È arrivata un’altra estate, prenderò i muri a testate/Ogni volta che penserò un po’ a te/Vuoto come queste strade, passerò i giorni a fumare/E avrò un altro cellulare senza una foto con te (Cratere, Regardez-moi 2017)”
Ed anche in questo caso, in linea con la tradizione italiana della canzone d’autore. Ascoltando infatti Nei treni la notte, come fare a meno di pensare al Lucio Dalla dei racconti metropolitani notturni?
Ti ho vista illuminarti all’alba/Eri bella pure quando si son spenti i lampioni[…]/Ed ogni volta ci ricasco/mi stringi forte e mi trascini in basso/Abbiamo visto borghesi incazzati, rumeni ubriachi e qualche tossico della stazione/Camminavamo nei treni la notte/Per scrivere il nostro nome ed aggiungere un po’ di colore/ (Nei treni la notte, Regardez-moi 2017)
Oppure ascoltando 8 Miliardi di persone, siamo gli unici a sentire un rimando (poco importa se consapevole o meno) a Fotoromanza di Gianna Nannini?
Dirti ti amo/è un volo dal secondo piano/un incidente in bici contro un carrarmato” (8 Miliardi di persone, Regardez-moi 2017)
Di questo ragazzo spicca la capacità di raccontare le relazioni in maniera sufficientemente seria ma al tempo stesso autoironica, profonda e scanzonata, romantica ma non sdolcinata, spontanea ma non approssimativa. Una narrativa così fresca è possibile quando si ha dalla propria un’arma potente: la sincerità.

Levante

Sì, è una cantautrice. Sì, è catanese e sì, scandaglia e racconta con la sua musica e i suoi testi l’universo femminile in un modo che gli uomini non amano sentire. Ma non è Carmen Consoli. Quello di Levante, nome d’arte di Claudia Lagona, è un modo di raccontare più caustico, senza mezzi termini, meno dedito alle speculazioni, fatto piuttosto di valutazioni nette…e forse per questo più liberatorio. Un linguaggio che aiuta a uscire da certe situazioni. O quantomeno, a gestirle. Ad esempio, vi sarà senz’altro capitato di imbucarvi in una festa noiosissima dove non conoscevate neanche il festeggiato e di trovarvi poi mezzi ubriachi a chiedervi “Ma che ci faccio qui? Ma come sto vivendo la mia vita?”. A me sì. E riascoltando questo pezzo, ho riso tanto:
Corre l'anno 2013,/In mano alcolici... e niente più/Che vita di merda/Ma che cosa c'entra il bon ton?/Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso./Stronzo, tanti auguri ma non ti conosco.” (Alfonso, Manuale distruzione 2014)
Scegliendo talvolta un tono confidenziale e autobiografico, talvolta uno decisamente più critico e impegnato, questa cantautrice mantiene comunque la costante dell’immediatezza, caratteristica che la rende degna di più di un ascolto. Rispetto ai colleghi uomini descritti sopra, c’è in lei meno voglia di “giocare” con le parole, o per meglio dire, l’elemento

ludico è trasferito altrove: il gioco di parole viene rimpiazzato dal gioco di simboli e icone. Un esempio su tutti, Gesù Cristo, il cui sacrificio male si riesce a paragonare a quello di tante donne senza che la cosa sembri blasfema:
"Gesù Cristo sono io/Moltiplicando tutta la pazienza/Avrò sfamato te e la tua arroganza/Forse ti ho porto pure l’altra guancia/Gesù cristo sono io/Che di miracoli ne ho fatti tanti/Ti ho preso in braccio e ti ho portato avanti/Ma tu ricordi solo i miei peccati" (Gesù Cristo sono io, Nel caos di stanze stupefacenti 2017)
Non so se questo pezzo sia stato scritto anche con l’intento di scheggiare uno dei tanti – odiosi – stereotipi di genere. Ciò che so, è che Levante col suo linguaggio fatto di pochi fronzoli, riesce anche in questo. Che per una cantante “pop” non è poco.
Se questo articolo ti è piaciuto questo articolo e ami la musica italiana, ti consigliamo di leggere anche Imparare l'italiano ascoltando canzoni 

lundi 31 décembre 2018

L'Anno che verrà - Lucio Dalla

Carissimi,

vi mando gli auguri attraverso una bella canzone di Lucio Dalla ;" L'anno che verrà"
buone feste a tutti
con affetto

Luisa




Voici les paroles en italien et en français :

:
Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po'

Cher ami, je t'écris comme ça je me distrais un peu
E siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Et puisque tu es très loin je t'écrirai plus fort.
Da quando sei partito c'è una grossa novità,
Depuis que tu es parti il y a une grande nouvelle
L'anno vecchio è finito ormai
L'année dernière est terminée désormais
Ma qualcosa ancora qui non va.
Mais quelque chose ici ne va toujours pas.

Si esce poco la sera compreso quando è festa

On sort peu le soir même quand c'est la fête
E c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
Et quelqu'un a mis des sacs de sable près de la fenêtre
E si sta senza parlare per intere settimane,
Et on reste sans parler des semaines entières
E a quelli che hanno niente da dire
Et à ceux qui n'ont rien à dire,
Del tempo ne rimane.
Il en reste du temps.

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno

Mais la télévision a dit que la nouvelle année
Porterà una trasformazione
Sera porteuse de changement
E tutti quanti stiamo già aspettando
Et tous autant que nous sommes nous attendons déjà,
Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
Ce sera Noël trois fois et fête toute la journée
Ogni Cristo scenderà dalla croce
Chaque Christ descendra de sa croix
Anche gli uccelli faranno ritorno.
Et même les oiseaux seront de retour.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno,

Il y aura à manger et de la lumière toute l'année
Anche i muti potranno parlare
Et même les muets pourront parler
Mentre i sordi già lo fanno.
Alors même que les sourds le font déjà.

E si farà l'amore ognuno come gli va,

Et on fera l'amour, chacun comme il en a envie
Anche i preti potranno sposarsi
Même les prêtres pourront se marier
Ma soltanto a una certa età,
Mais seulement à un certain âge
E senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
Et sans grands désordres beaucoup disparaîtront :
Saranno forse i troppo furbi
Ce sera peut-être les trop fourbes
E i cretini di ogni età.
Et les crétins de tous les âges.

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico

Tu vois, cher ami ce que je t'écris et ce que je te dis
E come sono contento
Et comme je suis content
Di essere qui in questo momento,
D'être ici en ce moment
Vedi, vedi, vedi, vedi,
Tu vois, tu vois, tu vois, tu vois
Vedi caro amico cosa si deve inventare
Tu vois cher ami ce qu'on doit inventer
Per poterci ridere sopra,
Pour avoir de quoi rire
Per continuare a sperare.
Pour continuer à espérer.

E se quest'anno poi passasse in un istante,

Et puis si cette année passait en un instant
Vedi amico mio
Tu vois, cher ami,
Come diventa importante
Comme il serait important
Che in questo istante ci sia anch'io.
Qu'à cet instant je sois là aussi.

L'anno che sta arrivando tra un anno passerà

L'année qui est sur le point d'arriver dans une année passera.
Io mi sto preparando è questa la novità.
Moi je suis en train de m'y préparer, voilà la nouvelle.





samedi 15 décembre 2018

Panettone pudding de Jamie Oliver


Voici une idée s'il vous reste un morceau de Panettone ou de Pandoro. Voilà deux fois que j'ai préparé ce pudding anglais avec un ingrédient typiquement italien qui a fait l'unanimité. 

Cela faisait plusieurs années que j'avais cette recette sur ma to do list et j'avais l'intention de la préparer pour le repas de Noël 2017, puis je me suis dit qu'elle n'était quand même pas très sophistiquée pour terminer un repas de fête et j'ai opté plutôt pour une mousse au chocolat.
Mais l'envie de la préparer était toujours là et l'occasion s'est présentée quand j'ai invité ma voisine à venir déjeuner chez moi.
Ne lisez pas cette recette si vous faites régime ! Mais si vous aimez de temps en temps faire un (grand) écart alors je vous recommande cette recette, scandaleusement riche, onctueuse et douce.




Jamie Oliver prépare cette recette avec un Pandoro nature et ajoute des morceaux de chocolat. Il me restait un morceau de panettone aux fruits confits et un panettone au chocolat, donc je n'ai pas ajouté de morceaux de chocolat. Pour le reste j'ai suivi sa recette à la lettre. Vous trouverez en ce moment encore des panettone dans les commerces, donc pas d'excuses pour ne pas préparer cette recette. En bas de la recette vous pourrez visionner la vidéo de cette recette.

Ingrédients :

125 g de beurre (+ un peu pour le moule)
4 càs de sucre vergeoise blonde*
750 g de panettone nature
1 gousse de vanille
30 cl de crème entière
30 cl de lait entier
5 oeufs
100 g de cassonade*
60 g de chocolat noire de qualité (70%)
60 g de marmelade d'oranges amères

* si vous n'avez pas ces sucres, pas de problème, utilisez du sucre normal, cela ne changera pas beaucoup au résultat.

Préparation :

En bas ce cet article j'ai mis la vidéo de la recette qui vous aidera à préparer ce pudding inratable.

Préchauffer le four à 180°

Graissez légèrement un moule à tarte à fond amovible ou un moule à charnières de 28 cm
Prélevez 2 càs de sucre vergeoise blonde et mettez-le dans un mortier, passez-le au pilon jusqu'à ce qu'il soit bien fin, puis mélangez-le avec les 2 autres càs du sucre.
Versez-le dans le moule et secouez pour le faire adhérer aux parois
Tapotez doucement le moule, puis versez le surplus dans le mortier pour plus tard

Tranchez le fond du panettone en tranches et utilisez-les pour foncer le fond et les parois du moule, pressez fort pour compacter et former une coque de pâte
Prenez soin de bien couvrir le fond et les parois et remplissez d'éventuels trous avec des morceaux de panettone pour éviter que le mélange de crème/lait/oeufs ne s'écoule par le fond
Pour la suite des opérations de remplissage du moule c'est moins délicat et un peu plus rock'n roll !

Fendez la gousse de vanille en deux dans la longueur et grattez les graines, puis mettez-les avec la gousse dans une casserole à feu moyen avec la crème, le lait et le beurre coupé en morceaux, et laissez frémir pendant 5 minutes ou jusqu'à ce que le beurre soit fondu

Pendant ce temps, dans un grand bol, battez les oeufs avec la cassonade pendant 2 minutes, ou jusqu'à ce qu'ils soient mousseux
Fouettez constamment, tout en ajoutant le mélange de crème chaude aux oeufs jusqu'à son intégration, puis ôtez la gousse de vanille (utilisez éventuellement un tamis)

Il est maintenant temps de monter ce pudding follement réconfortant !
Versez un tiers de la crème dans la base de la tarte et laissez-la en imprégner la pâte pendant quelques minutes
Pendant ce temps, déchirez tout le panettone restant en morceaux grossiers, trempez-les dans le bol de crème pendant 1 à 2 minutes  (plus il absorbe, mieux c'est !)
Puis rangez-les dans la coque de pâte que vous avez créée, en ajoutant de petits morceaux de chocolat et des touches de marmelade entre les couches
Il n'est pas nécessaire d'être trop soigneux
Versez par dessus le reste de la crème, en la laissant se faire absorber en écrasant un peu le contenu du moule
Saupoudrez avec le reste du sucre vergeoise blonde

Faites cuire au four pendant environ 25 minutes, ou jusqu'à ce que la tarte soit prise
Laissez le pudding reposer pendant 10 minutes, puis servez-le. Comme je l'avais préparé la veille je l'ai servi à température ambiante ce qui n'a rien enlevé de sa saveur.

Ma voisine a adoré et est partie avec un bon morceau de pudding.

Je ne suis pas trop sucreries et desserts, mais j'ai vraiment beaucoup apprécié ce dessert. En le dégustant j'avais l'impression qu'il contenait de l'alcool, ce qui n'était pas le cas. Je pense que c'est la marmelade d'oranges qui a fait cet effet.

Et voici la vidéo, vous verrez que c'est une recette toute simple et inratable !

           

Pour d'autres entrées de Noël cliquez ici
Pour les plats principaux de Noël c'est ici
Et pour les desserts cliquez ici 

Contribution de Clementine Cervellon

vendredi 2 novembre 2018

Mondavio - Un merveilleux séjour

Et encore une contribution d'une élève de la Dante !


Mondavio : un merveilleux séjour

Ce fut un séjour d’une grande réussite : découverte des Marche, de la cuisine régionale, des familles et professeurs italiens, de nouvelles rencontres avec les adhérents de la Dante que nous n’avons pas toujours l’occasion de voir.


La Rocca de Mondavio

Belle rencontre amicale avec Consuelo, notre stagiaire de l’an dernier, qui avait consacré 4h aller-retour pour venir nous saluer.


Consuelo, Christiane et Luisa

Fantaisie et humour lors de la soirée pizza où chacun s’est exercé à confectionner la plus belle et savoureuse pizza.
Rires sympathiques quand notre ami Jean-Marie, franco-belge, a voulu honorer la France en donnant avec application et réussite la forme de la France à sa pizza.
Il pizzaiolo Gian-Mario



Promenade dans les vignes à l’Azienda Agraria Guerrieri, reçus magnifiquement avec moult dégustations de vin superbes et d’huiles au parfum d’olives incomparable.


Visite de Senigallia et sa fête du pain avec une nouvelle découverte des saveurs du pain.


La Rocca Roveresca à Senigallia


Et toujours beaucoup d’art avec le célèbre caffè macchiato !


Contribution de Christiane Blondeau